domenica 20 ottobre 2013

20.10.2013 - TAROCCHI N. 18, 19 E 20 - APRIRE GLI OCCHI ALLA REALTA'



Nel giorno 20 del mese il viaggio prosegue attraverso le varie tappe delle singole Lame dei Tarocchi, ciascuna a rappresentare un evento nel sentiero evolutivo umano, un livello archetipico di auto-conoscenza.
Siamo giunti alla Lama n. 18, dopo aver raggiunto la tappa vittoriosa delle Stelle, in cui è stato possibile entrare nel senso di comunione assoluta con l'Oceano Divino delle Mille Possibilità. Quando entriamo in contatto con tanta Luce, questa ci apre la porta alla parte inconscia, alla parte di ombra che custodiamo in noi, quale flusso della dualità in cui siamo immersi - e ci ritroviamo nello stagno delle emozioni nascoste, che ci pungolano con paure ignote (il crostaceo che emerge - simbolo del Cancro, segno zodiacale governato dalla Luna). Le paure smuovono gli istinti (i due cani) e noi siamo bloccati e lontani dalla nostra Verità, in balia di una forza oscura che muove le energie intorno a noi - questa è la nostra percezione distorta della realtà. Ma è proprio nell'affrontare l'inconscio che intraprendiamo il cammino oltre le paure, oltre gli istinti e superiamo la soglia della percezione distorta - e così accediamo alla Lama del Sole, dove le mura della Città attraverso le cui porte siamo passati, diventano rifugio e protezione, nido di manifestazione di tutte le potenzialità acquisite durante la tappa delle Stelle.
Attraverso la manifestazione del Sole, grazie al quale rinasciamo (bambino) al di sopra degli istinti (cavallo - qualsiasi animale ha questo valore nei Tarocchi), dopo il lavacro nello stagno dell'inconscio, noi coltiviamo la Luce in modo tale da permettere l'ingresso della Visione dell'Angelo nella nostra vita, quella comprensione profonda delle modalità che governano il Multiverso, così da liberarci dalla schiavitù della mentalità ristretta di una coscienza che si identifica solo con la vita fisica - il Giudizio non è condanna, il Giudizio è il momento in cui la nostra coscienza assurge alla condizione di illuminazione.
 
Stefania Marinelli
 

giovedì 17 ottobre 2013

17.10.2013 - TAROCCHI N. 15, 16 E 17 - USCIRE DAL TUNNEL


Siamo arrivati alla Lama n. 15, il Diavolo, simbolo del magnetismo terrestre che tiene insieme le particelle per creare la densità che ci permette di vivere in una realtà di manifestazione. Esso ovviamente rappresenta anche la parte più oscura e legata alla materia della nostra parte umana, la predominanza dell'ego sul percorso di apprendimento dell'anima. Ma per quanto il Diavolo ci possa rallentare, arriverà il momento della Torre, la Lama n. 16, che permetterà il crollo dei progetti troppo umani fatti senza cuore, seguendo solo cinismo, arrivismo e cupidigia. La destrutturazione dei piani dell'ego apre una crepa in noi che lascia penetrare la Luce di Dio. Ogni volta che pensate di essere caduti, siete in un momento Torre. Dio sta operando nella vostra Vita. Solo così potete accedere alla fase delle Stelle, la Lama n. 17, che ci lascia nudi di fronte a noi stessi ed all'Universo. In quel momento di liberazione totale dalle sovrastrutture posticce dell'ego, dalle maschere di difesa dell'ego, dal cinismo che nasconde una profonda ferita, nell'accettazione di quel dolore, noi tocchiamo la nostra autenticità.
Ricordatevi, siate grati ogni volta che vi sentite in crisi. Quello è l'inizio della Vita!
 
Stefania Ashtalan

lunedì 14 ottobre 2013

14.10.2013 - LA TEMPERANZA - LA RELAZIONE COME STRUMENTO DI EVOLUZIONE


Il 14° giorno del mese ci porta al 14° Arcano Maggiore lungo il percorso archetipale della Ruota dei Tarocchi, la Temperanza. Questa è una Lama molto particolare, perché si trova tra due carte che costituiscono due grandi tabù umani, la morte e l'incatenamento dei sensi:
 
 
 
Essa rappresenta l'Angelo che mesce Acqua (mondo delle emozioni) per raggiungere la giusta miscela di interazione tra due esseri. Questo Angelo è anche il simbolo di una sana relazione basata sul cuore (messo in evidenza dal triangolo dorato sul suo petto), considerato il centro a cui assurgere attraverso uno scambio proficuo tra due umani, sapendo che si è sempre in bilico tra la paura (Morte) e la proiezione del lato negativo sull'altro (Diavolo).
Ma la Morte è anche Trasformazione e il Diavolo l'Inconscio, la cui illuminazione porta alla liberazione. E queste sono le ragioni d'oro che sottendono allo scopo di una relazione tra due. Sono gli ingredienti della miscela, insieme all'Amore dell'Angelo, che portano alla crescita comune di due diverse coscienze, che insieme possono raggiungere un senso profondo di unità nel flusso divino (il lago ai piedi dell'Angelo).
 
Stefania Ashtalan 

 

domenica 13 ottobre 2013

13.10.2013 - LA LAMA N. 13 DELLA RUOTA DEI TAROCCHI - LA MORTE

Questo è un punto sempre particolare del cammino evolutivo - il giorno 13 del mese arriviamo ovviamente al 13° arcano, simboleggiante la sensazione di finito, di limite fisico, oltre il quale non possiamo spingerci e che per l'Anima appena incarnata (l'Arcano Maggiore dell'Appeso, il n. 12) rappresenta la prigione. La sfida più grande per un umano è trovare un equilibrio tra questa sensazione e il concetto del corpo visto come lo strumento perfetto per fare esperienza in questa esistenza, attraverso la quale apprendere e trasmutare.
Ecco perché la Lama della Morte è considerato il punto di svolta. E' ciò che più ci spaventa, perché in essa l'ego trova la sua fine, ma è l'inizio della vita dell'Uomo Risvegliato alla sua vera natura divina.
Le esperienze di apprendimento sono contenute numerologicamente nel numero 13, la cui somma teosofica dà 4, simbolo della concretizzazione, dei 4 elementi che compongono il mondo della materia, numero dell'Arcano Maggiore dell'Imperatore, la presa di responsabilità della propria esistenza. Così affrontando la morte dell'ego e dei suoi bisogni scaturiti dalle ferite del passato, noi lo trascendiamo, connettendoci con il Sé Superiore, il quale ci permetterà di crearci una vita adeguata all'altezza dei nostri sogni più belli.

Stefania Ashtalan 

sabato 12 ottobre 2013

12.10.2013 - L'APPESO NEI TAROCCHI, FIGLIO DI SATURNO IN SCORPIONE E PLUTONE IN CAPRICORNO


Nel giorno 12 del mese di ottobre troviamo corrispondenza con la Lama n. 12 della Grande Ruota dei Tarocchi, che si ottiene disponendo a cerchio le 22 Lame, da 0 a 21. La dodicesima Lama è la porta d'ingresso verso il mondo della realtà fenomenica. E' la carta che ci permette di entrare in questo nostro mondo, uscendo dalla vita di pura coscienza per prendere un corpo fisico e vivere determinate esperienze di apprendimento sulla Terra, il palcoscenico della comprensione.
 
L'Appeso, pur arrivando nel mondo denso, porta in sé un grande senso del Divino e la capacità di mettersi in contatto con la sfera profonda dell'Essenza Umana. Ecco perché è figlio di Saturno in Scorpione. La sua figura capovolta con la testa illuminata lo designa per l'immersione nel mare dell'inconscio per portare luce ai risvolti nascosti che abbiamo ora necessità di vedere.
 
 
 
In questo modo egli è anche figlio di Plutone in Capricorno, che è il laser (raggio di luce altamente concentrata) che sta perforando la Montagna (poiché il Capricorno è l'ultimo segno di Terra, esso assume le caratteristiche di un gigante di terra).
 
 
 
 
Quindi apporto di luce nell'inconscio e comprensione dei contenuti nascosti per far uscire la nostra scintilla interiore rendendo più brillante il mondo stesso intorno a noi.
 
Stefania Ashtalan

giovedì 10 ottobre 2013

11.10.2013 - LA LAMA DELLA FORZA NEI TAROCCHI

TAROCCHI TRADIZIONALI DI MARSIGLIA

Come giorno 11 di ottobre troviamo la Lama n. 11, l'Arcano Maggiore della Forza. Esso si trova tra la Ruota della Fortuna e l'Appeso ed è il punto in cui, a livello archetipale, dopo essere entrati in pieno nel Flusso della Vita su questo pianeta, i cui cicli temporali sono simboleggiati dalla Ruota della Fortuna, acquisiamo una certa padronanza e maestria sul mondo emotivo più denso, che è un'altra sfaccettatura della Lama della Ruota. Nella Forza impariamo a domare l'istinto animalesco e bestiale della natura umana, elevandoci al di sopra della brutalità che a volte le basse energie dense della nostra dimensione ci fanno raggiungere.
Come 11, questo Arcano è a sua volta un Portale verso una dimensione superiore, così come la Papessa, il Papa e la Giustizia, le Lame n. 2, 5 e 8 rispettivamente, numeri sacri - il 2, in quanto esprime il principio dell'eterno Femminino, il 5 e l'8 sono numeri legati ai cicli orbitali di Venere.
Una volta appresa la maestria sul mondo emotivo e della mente, di conseguenza, potremo fluire in un mondo diverso, che si presenta capovolto da come ce l'avevano prospettato inizialmente.
 
L'Appeso, con la sua testa aureolata all'ingiù, ci dice che il vero mondo, quello che sta al di fuori delle illusioni della vita quotidiana, è completamente opposto a ciò che noi crediamo di vedere. Una bella sfida ed una nuova rinascita!
 
Stefania Ashtalan

10.10.2013 - LA RUOTA DELLA FORTUNA NEI TAROCCHI

TAROCCHI RIDER WAITE

Proseguendo nel viaggio lungo le tappe degli archetipi umani legati alle Lame dei Tarocchi, libro muto per eccellenza, insegnamento privo di parole ma ricco di simbologia, arriviamo all'Arcano n. 10. visto che oggi è il giorno 10 del mese di ottobre.
Ci siamo lasciati l'Eremita alle spalle, il quale si è liberato di qualsiasi tipo di maschera egoica, di qualsiasi attaccamento ad una valutazione egocentrica dell'esistenza. Egli (ciascuno di noi) è pronto quindi ad affrontare la discesa definitiva nel mondo incarnato, nel mondo delle forme dense, nel mondo fenomenico. Questo è anche il palcoscenico su cui vivere il nostro dramma, consapevoli che sia solo una commedia finalizzata all'apprendimento, per vivere il processo di trasmutazione, come indicato dai simboli alchemici contenuti all'interno della Ruota.
Questa Lama è speculare con la n. 21, il Mondo. Entrambe sono circondate dai 4 Evangelisti, simbolo dei 4 segni zodiacali fissi, Toro, Leone, Scorpione ed Acquario, a loro volta simbolo del Creato. Ciò che sono le potenzialità della Ruota della Fortuna si sono sviluppate nel Mondo.
 

La Ruota è diventata l'Uovo (simbolo dell'Anima) che ha portato a compimento la sua missione di apprendimento.
 
Il numero 10 di per sé rappresenta un nuovo giro, fatto in una dimensione superiore. Entriamo in un'energia più sottile, più amica, più trasparente e più luminosa, che ci permette di intravvedere la nostra finalità di salvezza, così come la Ruota della Fortuna contiene in seme lo sviluppo del Mondo.
 
Stefania Ashtalan